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I fondi per la prevenzione della violenza di genere e la protezione delle donne che la violenza la subiscono sono aumentati rispetto al passato, ma restano ritardi significativi nella programmazione e nell’erogazione delle risorse che mettono a rischio la sostenibilità dei centri antiviolenza e delle case rifugio e, soprattutto, la possibilità concreta per le donne di accedere ai servizi fondamentali per fuoriuscire da situazioni di violenza.

La legge n. 119/2013 ha permesso all’Italia di dotarsi per la prima volta di strumenti di finanziamento per la prevenzione della violenza di genere e la protezione delle donne che subiscono violenza, in particolare attraverso l’adozione del Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere 2015-2017.

Con il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 25 novembre 2016, il Dipartimento per le Pari Opportunità ha trasferito 17.664.454[^1] milioni di euro alle Regioni per il potenziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio per le annualità 2015-2016.

Nell’aprile 2015, ActionAid ha elaborato un indice per valutare il livello di trasparenza delle Regioni nella programmazione delle risorse destinate loro dal Dipartimento per le Pari Opportunità per il potenziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio per le annualità 2013 e 2014.

Il Piano d’azione straordinario dà grande rilevanza al tema dell’educazione nelle scuole al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere attraverso azioni di formazione, sensibilizzazione ed informazione.

L’“Avviso pubblico per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e al contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione alla Convenzione di Istanbul” è stato lanciato il 20 luglio 2017 dal Dipartimento per le Pari Opportunità e pubblicato in Gazzetta Ufficiale quattro giorni dopo. La graduatoria finale dei progetti ammessi al finanziamento è stata resa pubblica solo il 15 febbraio 2018, sette mesi dopo la pubblicazione del band

Il 25 novembre 2016, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Presidenza del Consiglio dei Ministri[^1] ha emanato un decreto per ripartire circa 13 milioni di euro nell’ambito del Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere. Nello specifico, i fondi sono stati suddivisi tra le Regioni per la realizzazione delle seguenti attività: a) formazione del personale socio-sanitario che presta servizio presso i dipartimenti di emergenza e i pronto soccorso degli ospedali; b) inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza; c) interventi finalizzati all’autonomia abitativa per le donne vittime di violenza; d) implementazione dei sistemi informativi relativi ai dati sul fenomeno della violenza sulle donne (al fine di agevolare la trasmissione delle informazioni alla banca-dati nazionale sul fenomeno).

Per l’implementazione delle attività previste dal Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere 2015-2017, il Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO) ha destinato circa 54,5 milioni di euro a cui si sommano circa 30,8 milioni ripartiti tra le Regioni con i Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 25 novembre 2016 e del 1 dicembre 2017, e destinati specificatamente al potenziamento o alla realizzazione ex novo di centri anti-violenza e case rifugio per le annualità 2015-2016 e 2017.

Adottato nel maggio 2015 dall’Italia, il Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere 2015-2017 ha inteso “mettere a sistema le azioni a favore delle donne vittime di violenza maschile, secondo un approccio olistico e multilivello, al fine di superare la logica emergenziale che ancora connota la gestione del fenomeno”[^1]. Nell’intento di seguire le indicazioni della Convenzione di Istanbul, attraverso il Piano si è inteso operare sui tre ambiti di intervento internazionalmente riconosciuti come le “3 P” – Prevenzione, Protezione, Punizione –, per ciascuno dei quali sono state identificate le seguenti linee di azione: Comunicazione, Educazione, Formazione, Valutazione del rischio, Soccorso, Reinserimento socio-lavorativo, e Recupero dei maltrattanti. Per ciascuna linea d’azione sono state quindi individuate le misure da realizzare per la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e più in generale il contrasto del fenomeno. Il Piano è stato elaborato tenendo conto dei documenti predisposti dalle Amministrazioni centrali competenti, Regioni, enti locali ed Associazioni del terzo settore riunitesi in tavoli tematici per fornire supporto tecnico specializzato.

Il progetto WE GO! ha previsto una raccolta dati che ha coinvolto i centri anti-violenza partner del progetto e altri 5 centri che hanno collaborato all’implementazione delle attività. I centri sono basati in 4 Paesi europei: 1 in Bulgaria, 6 in Grecia, 3 in Italia e 2 in Spagna. L’obiettivo della raccolta dati è di contribuire alla costruzione di conoscenza sui bisogni economici delle donne che hanno subito violenza domestica, nello specifico sulle loro caratteristiche socio-economiche.