redazione's blog

Il progetto WE GO! ha previsto una raccolta dati che ha coinvolto i centri anti-violenza partner del progetto e altri 5 centri che hanno collaborato all’implementazione delle attività. I centri sono basati in 4 Paesi europei: 1 in Bulgaria, 6 in Grecia, 3 in Italia e 2 in Spagna. L’obiettivo della raccolta dati è di contribuire alla costruzione di conoscenza sui bisogni economici delle donne che hanno subito violenza domestica, nello specifico sulle loro caratteristiche socio-economiche.

Il progetto WE GO! ha previsto una raccolta dati che ha coinvolto i centri anti-violenza partner del progetto e altri 5 centri che hanno collaborato all’implementazione delle attività. I centri sono basati in 4 Paesi europei: 1 in Bulgaria, 6 in Grecia, 3 in Italia e 2 in Spagna. L’obiettivo della raccolta dati è di contribuire alla costruzione di conoscenza sui bisogni economici delle donne che hanno subito violenza domestica, nello specifico sulle loro caratteristiche socio-economiche.

Il progetto WE GO! ha previsto una raccolta dati che ha coinvolto i centri anti-violenza partner del progetto e altri 5 centri che hanno collaborato all’implementazione delle attività. I centri sono basati in 4 Paesi europei: 1 in Bulgaria, 6 in Grecia, 3 in Italia e 2 in Spagna. L’obiettivo della raccolta dati è di contribuire alla costruzione di conoscenza sui bisogni economici delle donne che hanno subito violenza domestica, nello specifico sulle loro caratteristiche socio-economiche.

WE GO! (Women Economic-independence & Growth Opportunity) è un progetto co-finanziato dall’Unione europea implementato da 15 partner in 7 Paesi UE, coordinato da ActionAid Italia.

In occasione dell'8 marzo, chiediamo al Governo di nominare un/a Ministro/a per le pari opportunità: ActionAid ritiene infatti che sia necessaria una figura di governo dedicata al tema, per una migliore efficacia delle azioni e per una continuità degli interventi.

Chiediamo inoltre maggiore trasparenza sull'uso dei fondi antiviolenza, attraverso la definizione di un chiaro processo di rendicontazione e la pubblicazione di tutte le informazioni.

Le richieste di "Donne che contano" entrano in Parlamento grazie a una Risoluzione presentata in Commissione Affari Sociali dall'On. Di Vita e grazie al sostegno alla nostra iniziativa dell'On. Spadoni.

La Risoluzione invita il Governo a predisporre una sezione online del sito del Dipartimento Pari Opportunità in cui rendere disponibili tutti gli atti ufficiali rilevanti sull'uso dei fondi antiviolenza, oltre che prevedere meccanismi che rendano possibile la valutazione dell'impatto dei finanziamenti sul territorio nazionale.

In seguito al confronto tra ActionAid e la Regione Toscana, presentiamo un aggiornamento dell’indice di trasparenza per questa amministrazione. La Regione ha infatti fatto domanda di rettifica del punteggio che le era stato attribuito, poiché la sua delibera conteneva un allegato che esplicitava il numero di strutture antiviolenza presenti in ciascuna delle ex province e includeva informazioni sulle azioni che si intendevano intraprendere con i fondi dedicati alla programmazione regionale.

Il 20 novembre prossimo saremo a Palazzo Chigi insieme a Wister e D.i.Re per presentare i risultati di #donnechecontano e discutere di trasparenza nella gestione dei fondi pubblici stanziati per la lotta alla violenza sulle donne. Anche D.i.Re presenterà un'analisi sul numero di centri antiviolenza appartenenti alla rete che hanno beneficiato dei fondi della Legge 119/2013.

Intervista al Centro Antiviolenza di Padova
Immagine: Dietro le quinte, foto di Luigi Sommese per Lo sguardo di GiULiA


Mariangela è la Responsabile della Comunicazione del Centro Veneto Progetti Donna Auser, nei giorni scorsi ha intervistato un’operatrice del Centro Antiviolenza di Padova che ha raccontato come si svolge il lavoro al Centro e le difficoltà riscontrate a seguito della riduzione dei finanziamenti.

Intervista al Centro Antiviolenza di Firenze
Immagine: L'uomo perfetto foto di Ylenia Carnevali per Lo sguardo di GiULiA


Teresa Bruno è Presidente del Centro antiviolenza Artemisia di Firenze. Riportiamo il suo parere riguardo alla gestione regionale dei fondi e il coordinamento delle strutture dei centri in Toscana.