Quanti fondi statali antiviolenza hanno effettivamente liquidato le Regioni nel 2019?

redazione
19 Nov 19
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Per rispondere a questa domanda, anche quest’anno ActionAid ha preso in esame i dati e gli atti regionali riguardanti la liquidazione dei fondi statali antiviolenza stanziati in base alla legge 119/2013.

Il monitoraggio realizzato nel 2018 aveva rilevato che, al 31 ottobre dello scorso anno, le Regioni avevano liquidato il 25,9% delle risorse destinate al potenziamento delle strutture antiviolenza ripartite dal Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO) per le annualità 2015-2016. In sostanza, solo circa 4,5 milioni di euro erano stati liquidati a fronte dei 17,5 stanziati, nonostante l’obbligo di “utilizzare” i fondi entro l’esercizio di bilancio del 20181. In base ai dati aggiornati al 1° ottobre 2019, la percentuale di risorse liquidate dalle Regioni è salita al 63%. Una percentuale ancora preoccupante, da un lato, perché testimonia il grave ritardo con cui le risorse continuano a giungere a destinazione e, dall’altro, perché conferma che a distanza di tre anni dall’emanazione del decreto di ripartizione (25 novembre 2016), i fondi non sono ancora stati totalmente liquidati. Solo quattro Regioni (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Valle d’Aosta) hanno infatti trasferito agli enti gestori di case rifugio e centri antiviolenza l’intera quota di fondi loro assegnata. Non sono state registrate novità invece per le Regioni Basilicata e Campania che, in occasione del monitoraggio realizzato lo scorso anno, avevano evidenziato una situazione problematica2.

Il monitoraggio condotto nel 2019 ha preso in esame anche le risorse assegnate per le annualità 2017 e 2018: circa 12,7 milioni nel primo caso e 20 milioni nel secondo. Tali risorse sono state liquidate dal DPO alle Regioni rispettivamente a 12 e 8 mesi di distanza dall'emanazione del decreto di ripartizione3 e, nonostante il grave ritardo con cui i fondi sono giunti nelle casse regionali, alcune Regioni sono riuscite in tempi brevi a programmare, assegnare e liquidare il primo acconto a enti locali e del privato sociale. È il caso di Liguria, Marche, Molise, Puglia e Umbria, per quanto riguarda le risorse programmate per l’annualità 2017 e il Molise per i fondi 2018.

A distanza di quasi due anni dall’emanazione del decreto di ripartizione dei fondi e a un anno circa dal loro trasferimento da parte del DPO, le Regioni hanno dunque liquidato solo il 34% delle risorse assegnate per l’annualità 2017, ovvero circa 4 milioni di euro a fronte dei 12,4 stanziati. Sebbene si tratti di una percentuale superiore a quella registrata lo scorso anno (25,9%), essa desta molta preoccupazione perché - ancora una volta - sottolinea l'inefficienza di molte amministrazioni regionali e la loro sottovalutazione delle inevitabili conseguenze che ne derivano (es. riduzione o interruzione attività, decurtazione posti letto, precariato strutturale del personale, chiusura centri). Solo le Regioni Friuli-Venezia Giulia e Molise hanno liquidato il totale delle risorse assegnate. Emilia-Romagna, Sardegna e Umbria, invece, hanno erogato solo la quota destinata al potenziamento delle strutture esistenti. Mancano all’appello ancora Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Sicilia e Valle d’Aosta, di cui, al 1° ottobre 2019, non si hanno informazioni a causa dell’irreperibilità di atti pubblici attestanti l’avvenuta liquidazione. Anche per i fondi 2017, come per le annualità precedenti, la percentuale di risorse liquidata risulta essere più alta nel caso dei fondi destinati al potenziamento di case rifugio e centri antiviolenza (42%) rispetto a quella per l’istituzione di nuove strutture (17%). Individuare ogni anno nuovi spazi e relativi enti gestori attraverso procedure burocratico-amministrative richiede tempi tecnici che mal si conciliano con quelli definiti dalla norma, senza contare che alcuni territori non riescono a trovare enti gestori qualificati e altri ancora paiono non necessitare di nuove strutture sul proprio territorio.

Dai dati reperibili risulta invece che per l’annualità 2018 solo la Regione Molise ha liquidato una quota dei fondi assegnategli, mentre le restanti Regioni non hanno ancora trasferito alcuna risorsa statale agli enti locali e del privato sociale che gestiscono le strutture di accoglienza. A chiusura del monitoraggio, la percentuale delle liquidazioni dei fondi antiviolenza 2018 a carico delle Regioni a favore delle case rifugio e dei centri antiviolenza è quindi pari allo 0,39%.

Se nel caso delle Regioni è stato registrato un lieve miglioramento nei tempi impiegati per liquidare le risorse loro assegnate rispetto alle annualità precedente, nessun miglioramento è stato rilevato nei tempi di ripartizione e trasferimento delle risorse da parte del DPO alle Regioni. Il significativo ritardo con cui i decreti di ripartizione dei fondi per gli anni 2017 e 2018 sono stati emanati e il conseguente slittamento dei tempi di liquidazione delle risorse alle Regioni indicano una insufficiente volontà politica di migliorare il meccanismo di ripartizione anticipando la pubblicazione dei decreti ad inizio anno, riducendo i tempi amministrativi e dotandosi di personale sufficiente per una gestione puntuale delle risorse. Il tempo medio di un anno trascorso tra l’emanazione del decreto di ripartizione e il trasferimento dei fondi nelle casse regionali impatta negativamente sulla gestione delle risorse a livello territoriale, gravando soprattutto sulla sostenibilità delle case rifugio e dei centri antiviolenza. In alcuni territori, infatti, tali ritardi rischiano di far chiudere le strutture di supporto ed accoglienza, togliendo alle donne che subiscono violenza la possibilità di essere assistite e costringendo le operatrici ad una costante precarietà professionale e personale.


  1. Secondo il decreto di ripartizione delle risorse (DPCM 25 novembre 2016), le risorse non utilizzate entro l’esercizio di bilancio del 2018 sarebbe dovute essere restituite allo stesso DPO. 

  2. La prima non ha liquidato nessuna risorsa, mentre la seconda ha erogato solamente il 35,7% dei fondi. Questa fotografia non necessariamente riflette le effettive liquidazioni effettuate dalle due Regioni ma, nella migliore delle ipotesi, potrebbe semplicemente evidenziare la mancata trasparenza del processo amministrativo e, quindi, l’impossibilità di accedere agli atti di trasferimento dei fondi agli enti gestori delle strutture di accoglienza, così come la legge prevede. 

  3. Il decreto di ripartizione delle risorse per l’annualità 2017 è stato emanato il 1° dicembre 2017, mentre quello per il 2018 il 9 novembre 2018.