Le mappe della Trasparenza sui Fondi Antiviolenza

Rossana Scaricabarozzi - Esperta in politiche di genere
21 Apr 15
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Sulla base dell’esperienza di ricerca e analisi delle delibere regionali condotta da Novembre 2014 ad Aprile 2015, ActionAid ha prodotto un indice di trasparenza che ha lo scopo di illustrare come varia, da Regione a Regione, l’accessibilità alle delibere adottate e il dettaglio delle informazioni fornite.

L’indice ha un valore che varia da 0 a 15, calcolato tenendo conto di diverse variabili appartenenti a 2 categorie: la trasparenza “formale”, che fa riferimento all’accessibilità dei documenti e al loro formato, e la trasparenza dei “contenuti”, ossia il livello di conoscenza che si può ottenere dalle delibere riguardo alle strategie di azione delle amministrazioni.

Le mappe presentano Regioni e Province autonome con diverse gradazioni dello stesso colore a seconda del livello di trasparenza: più il colore è scuro, più l’amministrazione è virtuosa.

Maglia nera a 6 amministrazioni di cui non siamo riusciti a reperire nessuna informazione, né online, né su richiesta: Friuli Venezia Giulia, Molise, Calabria, Sicilia e le Province autonome di Trento e Bolzano.

Nessuna Regione raggiunge il massimo del punteggio (=15). Quelle che più vi si avvicinano sono Sardegna, Emilia-Romagna, Marche, Lazio d Valle d'Aosta. La Toscana, Veneto e Basilicata sono poco indietro, con un punteggio discreto. Insufficiente la performance di Puglia, Campania e Umbria. Un po’ meglio Piemonte, Liguria, Lombardia.

Oltre al punteggio totale, abbiamo calcolato un indice parziale relativo alle due categorie analizzate – forma e contenuti. Questo allo scopo di far emergere come non sempre la trasparenza formale coincida anche con la trasparenza dei contenuti, e viceversa: Regioni virtuose da un punto di vista formale, non forniscono poi molti dettagli relativi alle scelte di spesa, come nel caso della Toscana, che riceve il massimo dei voti per la trasparenza formale, ma un voto non tanto alto per i contenuti. Viceversa, se per alcune Regioni è stato difficile reperire la delibera online, su richiesta hanno fornito molte informazioni sulla destinazione dei fondi: ad esempio la Valle d'Aosta, che ha un voto basso per la forma, ma alto per i contenuti.

C’è senz’altro da considerare che alcune amministrazioni hanno delegato le scelte di spesa ai Comuni, (ex) Province o ambiti territoriali, per cui dall’analisi delle sole delibere regionali non si hanno informazioni dettagliate. Altre, pur attribuendo i fondi a livelli di governo inferiori, hanno dettagliato la destinazione della spesa, per cui è stato possibile raccogliere informazioni più o meno complete a seconda dei casi. Per le amministrazioni che non hanno fornito alcun dettaglio, è opportuno che Regioni e ambiti territoriali mettano a punto un sistema interno di rendicontazione e monitoraggio della spesa completo, dettagliato e facilmente reperibile online. Questa scelta ribalterebbe certamente i colori di alcune Regioni che attualmente risultano poco virtuose perché appunto hanno delegato le scelte a Comuni o Province.

Consulta la mappa e seleziona l'indicatore da visualizzare dal menu di navigazione.

Nota metodologica per il calcolo dell'indice di trasparenza

L’indice è stato prodotto da ActionAid allo scopo di valutare appunto la trasparenza di Regioni e Province autonome nella gestione dei fondi per prevenire e contrastare la violenza stanziati dalla Legge 119/2013 per il biennio 2013-2014. Il calcolo si basa sull’esperienza di ActionAid nella ricerca e nell’analisi delle delibere delle Regioni e Province autonome, condotta da Novembre 2014 ad Aprile 2015.

L’indice ha un valore da 0 a 15 ed è calcolato sommando il punteggio attribuito per ciascuna delle 8 variabili considerate. Tali 8 variabili sono suddivise in due categorie:

Trasparenza formale

fa riferimento alla possibilità di reperire le delibere online a loro formato e può avere un valore da 0 a 7 calcolato sommando il valore relativo alle seguenti 4 variabili:

  • Delibera reperita online o su richiesta: il valore è pari a 2 se la delibera è stata reperita online, a 1 se è stata reperita in seguito alla nostra richiesta via mail o twitter, 0 se ancora non siamo in possesso della delibera.
  • Il titolo della delibera specifica la fonte delle risorse o la violenza come area di intervento: nel primo caso il valore è pari a 2, nel secondo è pari a 1. Questa variabile è stata inserita perché è strettamente collegata alla possibilità di reperire la delibera online con maggiore o minore difficoltà. Nella sezione delibere delle Regioni è possibile infatti fare una ricerca per anno e per parole chiave: se il titolo della Delibera contiene riferimenti a una o più delle fonti rilevanti per le risorse oggetto di analisi (Legge 119/2013/DPCM 24.7.14/Fondo pari opportunità) è molto più semplice per l’utente identificare l’atto relativo ai fondi. L’inclusione della violenza sulle donne nell’oggetto della delibera, facilita sicuramente l’identificazione dell’atto, ma allo stesso tempo può fare riferimento a diverse tipologie di interventi.
  • La delibera è in formato diverso dalla fotocopia: in questo caso il punteggio è uguale a 1 o a 0 secondo la risposta. Se il formato è in word o pdf è possibile sia trovare facilmente informazioni specifiche all’interno della delibera , sia far leggere i dati a una macchina – una delle caratteristiche degli opendata che permette di fare analisi dei dati.
  • Sono stati pubblicati opendata relativi alla delibera o c’è stato impegno pubblico a farlo: il valore nel primo caso è 2, nel secondo 1, invece è 0 se non ci sono stati sforzi in questo senso.
  • Trasparenza nei contenuti

    Fa riferimento al grado di dettaglio delle informazioni contenute nelle delibere che permettono di comprendere come e dove andranno spese le risorse. Può avere un valore da 0 a 8 calcolato sommando il valore relativo alle seguenti 4 variabili:

  • La delibera contiene dettagli sulla destinazione delle risorse per tipologia di intervento e per area territoriale: il punteggio è 2 se sono fornite informazioni sia per tipo di intervento, sia per area territoriale, 1 se solo per una di queste, 0 se per nessuna di esse.
  • La delibera contiene informazioni sul numero di strutture antiviolenza sul territorio, l’ammontare delle risorse ad esse destinate e il nome delle strutture beneficiarie dei fondi: il valore è pari a 3 se vi sono informazioni su numero, risorse e nomi relativi a Centri antiviolenza e case rifugio, pari a 2 o 1 se vi sono informazioni rispettivamente solo su due o una di queste, 0 se non vi è alcun tipo di informazione. Si tratta di informazioni che possono essere un primo passo per fare chiarezza sul tipo di strutture che si ritengono idonee a ricevere i fondi, che ovviamente andrà verificata analizzando successivamente i beneficiari effettivi delle risorse. Inoltre queste informazioni laddove disponibili hanno potuto fornire informazioni esatte sul numero di centri e case rifugio, che a volte differiva da quello contenuto nel documento di riparto della Conferenza Stato-Regioni. Si è scelto di non tenere conto dell’inclusione di criteri minimi delle strutture poiché in molti casi le delibere sono state adottate prima dell’adozione a livello nazionale dei requisiti minimi.
  • La delibera specifica l’uso che s’intende fare dei fondi destinati alla programmazione regionale e le risorse destinate a ciascuna azione: il valore è 2 se la delibera specifica sia le attività, sia le risorse assegnate per ciascuna di esse, 1 se si indicano solo le attività che si intendono svolgere, 0 se non vi è nessuna informazione a riguardo. Poiché gran parte dei fondi della L. 119/2013 erano destinati alla programmazione regionale, si è ritenuto positiva la volontà di alcune amministrazioni di specificare l’uso che intendono fare di quei fondi.
  • La delibera contiene informazioni su risorse aggiuntive stanziate dalle Regioni e dalle Province autonome: il valore in questo caso è 1, invece è 0 se non vi sono informazioni.