La trasparenza delle Regioni nella gestione dei fondi antiviolenza 2017

redazione
19 Nov 19
˅

La trasparenza è un principio democratico che consente alle cittadine e ai cittadini di essere informati sui servizi e l’utilizzo delle risorse da parte delle amministrazioni pubbliche. Si fonda sulla accessibilità totale ai dati e ai documenti in possesso dagli enti di ogni ordine e grado, così come stabilito dalla normativa in materia1 e dai principi costituzionali di eguaglianza, imparzialità, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche2.

In linea con tale principio, dal 2015 ActionAid - nell’ambito del monitoraggio dei fondi statali antiviolenza previsti dall’art. 5 bis della l. 119/20133 - misura la trasparenza formale e contenutistica degli atti regionali di programmazione e liquidazione di tali fondi. Per farlo ha elaborato un indice costituito da 18 variabili e calcolato sommando il punteggio attribuito a ciascuna di esse. Ad ogni variabile è stato assegnato un valore minimo e massimo. Il punteggio di trasparenza massima ottenibile è pari a 29 punti4.

Qual è il grado di trasparenza delle Regioni fotografato dal monitoraggio ActionAid 2019?

Nel 2018 il monitoraggio aveva preso in esame gli atti di programmazione e liquidazione delle risorse ripartite dal DPO per l’annualità 2015-2016, quest’anno, invece, ci si è soffermati sulle risorse previste per l’annualità 2017. Non è stato possibile valutare il livello di trasparenza degli atti relativi alla gestione dei fondi previsti per l’anno 2018 in quanto le risorse sono state trasferite dal DPO alle Regioni solo a luglio 2019 e, alla data di chiusura del monitoraggio (1 ottobre 2019), solo 10 Regioni su 19 avevano emanato un atto di programmazione dei fondi: Calabria, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto.

Nel 2019 si è registrato complessivamente un lieve incremento dell’indice di trasparenza delle Regioni: il punteggio medio è passato dai 15 punti dello scorso anno ai 15.3 attuali. Il miglioramento, che ha riguardato soprattutto la trasparenza formale degli atti di programmazione, vale a dire il loro livello di reperibilità pubblica, è stato però controbilanciato dal peggioramento di Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Valle d’Aosta, dovuto, in alcuni casi, alla mancata pubblicazione degli atti di liquidazione delle risorse. Diverse Regioni, infatti, si sono limitate a rendere accessibili dati scarsamente dettagliati o in forma aggregata (cioè sommati a risorse aventi altra fonte normativa) nella sezione Dati sui pagamenti di Amministrazione Trasparente, attenendosi agli obblighi minimi previsti dalla legge in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, che però non garantiscono l’accesso a informazioni sufficienti per risalire all’origine delle risorse e soprattutto alla tipologia di intervento finanziato. È il caso ad esempio della Regione Lombardia. Diversa la situazione delle Regioni Campania e Valle d’Aosta di cui non è stato possibile reperire alcun atto relativo ai fondi antiviolenza 2017.

La Regione Marche si conferma anche quest’anno la più trasparente con 27 punti su 29, seguita da Veneto con 25 e Umbria con 23. Rispetto al 2018, la Sicilia e il Molise hanno migliorato il loro grado di trasparenza, passando rispettivamente da 10 a 12 e da 8 a 16 punti. Da segnalare la maggiore trasparenza, seppure contenuta, della Basilicata passata da 0 a 7 punti. È inoltre doveroso sottolineare che un buon livello di trasparenza non è indice di una gestione virtuosa delle risorse. Aspetto quest’ultimo non preso in esame dal presente monitoraggio.

Nonostante i miglioramenti di alcune Regioni, va evidenziato che, in continuità con quanto rilevato lo scorso anno, nessuna Regione ha ottenuto il punteggio massimo di 29 punti. Tale risultato conferma che nessuna Regione ha un livello di trasparenza tale da consentire un completo accesso alle informazioni sull’utilizzo dei fondi antiviolenza statali destinati alle strutture di accoglienza dislocate sui territori.

Alla luce di tale risultato, ActionAid raccomanda alle Regioni di migliorare il livello di trasparenza formale rendendo accessibili i documenti e gli atti relativi ai fondi antiviolenza sui propri siti, prevedendo una sezione dedicata regolarmente aggiornata e lo sviluppo di appositi opendata. Raccomanda inoltre di incrementare il livello di trasparenza contenutistica adottando un linguaggio chiaro ed omogeneo per favorire la pronta riconoscibilità della finalità degli atti e inserendo informazioni dettagliate per tracciare come, quando e a chi sono state assegnate e liquidate le risorse. Perché la trasparenza non è solo un principio democratico ma è un obbligo che tutte le amministrazioni pubbliche devono rispettare e di cui bisogna regolarmente chiedere conto.


  1. D.lgs. 33/2013 - Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. 

  2. Art. 1, comma 2, d.lgs. 33/2013. 

  3. Si fa qui riferimento al DL 93/2013 convertito con modificazione con la legge 119/2013. 

  4. Per maggiori dettagli, cfr. ActionAid, La trasparenza delle Regioni nella programmazione e liquidazione delle risorse destinate al potenziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio, in donnechecontano.it