Contiamo sulla mappa

Alessio Cimarelli - Data journalist
12 Jan 15
˅

Le risorse finanziarie complessive

Sono oltre 16 milioni di euro i fondi stanziati dal Governo per la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne in Italia per il biennio 2013/2014, come previsto dal documento di riparto reso pubblico dopo la seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome del 17 luglio 2014.

I fondi per i centri antiviolenza e le case rifugio

Sono circa 2,2 milioni di euro i fondi destinati alle strutture già esistenti, ripartiti equamente tra i 188 centri antiviolenza e le 164 case rifugio che secondo le stime del governo esistono in Italia: per ogni centro sono previsti 5.862 euro, mentre per ogni casa rifugio 6.720 euro. Per la realizzazione di nuovi centri antiviolenza, 94 in totale, si ipotizza di investire circa 5,5 milioni di euro, con il maggior incremento di nuove strutture in Lombardia, Lazio, Campania, Sicilia e Veneto. Le case rifugio sono in numero inferiore rispetto ai centri antiviolenza in tutte le Regioni tranne in Sicilia, dove ci sono 52 case rifugio e 10 centri antiviolenza, e in Emilia-Romagna, che conta 22 case rifugio e 14 centri.

I fondi per la programmazione regionale

La scelta del Governo sembra favorire il rafforzamento delle attività delle Regioni rispetto al finanziamento dei centri antiviolenza e le case rifugio esistenti: escludendo i fondi per i nuovi centri, le risorse per le strutture attive sul territorio corrispondono al 13,4%, mentre quelle per la programmazione regionale incidono in media per l’80%, con grandi differenze territoriali: si va dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dove i fondi per la programmazione corrispondono al 55%, all’Umbria, dove arrivano al 92% (ma che ha un solo centro e una sola casa rifugio attivi e l’obiettivo di aprire tre nuovi centri antiviolenza). Saranno quindi le Regioni a decidere come spendere gran parte delle risorse, ad esempio finanziando interventi per prevenire la violenza (ad esempio attività di sensibilizzazione) o scegliendo di destinare più fondi ai centri antiviolenza e alle case rifugio presenti nel loro territorio.